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 Laboratorio clandestino della grappa scoperto dai finanzieri: coniugi nei guai

Centinaia di litri di distillato. Un’evasione di imposta pari a 20.000 euro

 

Posto sotto sequestro un laboratorio clandestino in cui venivano prodotti abusivamente ettolitri di distillati. È accaduto a Montalenghe in un deposito già teatro di un altro intervento dei “Baschi Verdi” del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino per sfruttamento del lavoro.

La produzione di acquavite in uno scantinato

I militari hanno trovato, in occasione di un ulteriore sopralluogo, all’interno di uno scantinato tutte le attrezzature utilizzate per l’illecita produzione di acquavite: alambicchi in rame, aromi (tra questi derivati della liquirizia), fornelletti a gas e centinaia di litri di distillato. Per i finanzieri questa ingente quantità non poteva essere destinata ai due soli cittadini cinesi, marito e moglie 50enni, proprietari dell’immobile. Per i due è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria e il materiale è stato posto sotto sequestro in attesa del provvedimento di confisca e distruzione.  Entrambi erano residenti a Montalenghe, ma da un mese sono tornati in Cina.

Tra prodotto sequestrato e la stima di quanto avrebbero potuto ulteriormente produrre illecitamente il quantitativo è di circa 2 tonnellate di distillato con un’evasione di imposta pari a 20.000 euro, basti pensare che solo di cosiddetto “vino di riso” in fermentazione erano pronti oltre 300 litri. 

L’intervento, rientra nel quadro delle attività svolte in via esclusiva dalla Guardia di Finanza quale organo di Polizia Economico Finanziaria a tutela delle Entrate e della Tutela del Consumatore data la precaria linea di produzione, sotto il profilo sanitario, attrezzata dai due coniugi cinesi. La produzione clandestina di grappa, pericolosa per la salute e illegale, è una vecchia consuetudine, in particolare il decreto legislativo 504 del 1995 prevede che “la preparazione, da parte di un privato, di prodotti alcolici, destinati all'uso esclusivo dello stesso privato, dei suoi familiari e dei suoi ospiti, con impiego di alcole ad imposta assolta, non è soggetta ad autorizzazione a condizione che i prodotti ottenuti non formino oggetto di alcuna attività di vendita”.

Il reato di fabbricazione clandestina di bevande alcoliche si ha quando l'autore fabbrica alcol o bevande alcoliche clandestinamente, vale a dire in locali o con apparecchi non previamente denunciati o verificati, o costruiti o alterati in modo che il prodotto possa essere sottratto all'accertamento. La pena prevista è della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa dal doppio al decuplo dell'imposta evasa, non inferiore in ogni caso a 7.746 euro.

I rischi per la salute sono spesso sottostimati da chi crede di dominare i vapori che escono dall'alambicco nascosto in cantina. Infatti, nel processo di distillazione di vinacce e di acqua (per ottenere la grappa) i vapori delle sostanze in ebollizione sino alla temperatura di 78,4 gradi sono formati da alcool metilico, aldeide acetica e acetato di etile (sostanzialmente metanolo), che se ingeriti e/o inalati diventano estremamente tossici e pericolosi per la salute. Al di sopra di tale temperatura e sino ai 100 gradi, si ha il cosiddetto "cuore" della grappa, composto da alcol etilico e sostanze volatili che conferiscono gusto e aroma del distillato. Ma c'è chi per puntare al "cuore" finisce in un mare di guai.

Lo scopo perseguito dal legislatore è duplice: da una parte tutelare la salute dei cittadini da una fabbricazione non controllata e perciò potenzialmente causa di bevande alcoliche caratterizzate da dannose impurità - come la presenza di glicolene etilenico, acetone, metanol - e da odori anomali; dall'altro, tutelare le aziende regolari che corrispondono allo Stato l'accisa sul prodotto messo in commercio.

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