Treno investe tir fermo sui binari al passaggio a livello: 23 feriti, 2 morti

Il dramma in zona Arè di Caluso: indagato l'autista, forse un errore umano

Il treno bloccato nello schianto con il tir (foto TorinoToday)

Disastro ferroviario, attorno alle 23.22 di mercoledì 23 maggio 2018, in frazione Aré, tra Rodallo e Caluso, lungo la linea Aosta-Chivasso. Il treno era il Torino-Ivrea, ultimo treno della sera in quella tratta (video: le immagini dello schianto).

Per cause ancora al vaglio degli inquirenti, il treno è deragliato in prossimità di un passaggio a livello sulla statale 26 a seguito dello scontro con un tir. Il bilancio è di 23 feriti e di due morti: uno è il macchinista morto sul colpo, Roberto Madau di 61 anni residente a Ivrea, l'altro è Stefan Aurelian, romeno di 64 anni residente a Busto Arsizio (Varese), uno degli addetti alla scorta a piedi del tir, deceduto in ospedale al Cto di Torino. Ferito in maniera lieve il conducente del mezzo pesante, ricoverata al Cto in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita, la capotreno.

Video: le prime immagini dei soccorsi, treno devastato 

Autista del tir indagato

E' indagato per disastro colposo e omicidio colposo il conducente lituano di 39 anni alla guida del tir travolto dal treno al passaggio a livello. L'uomo è risultato negativo all'alcoltest. A coordinare le indagini sull'incidente è il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che proprio in questi momenti sta ascoltando l'uomo (difeso dall'avvocato Marco Morelli) in procura ad Ivrea.

Video: parla l'avvocato difensore dell'autista lituano

Video: Giovanni, 23 anni, tra i primi a giungere sul luogo dell’incidente ferroviario

Le testimonianze di due superstiti

Ecco le parole, attraverso un video, del signor Dino, 58enne di Ivrea:

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
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Paolo Malgioglio ha 23 anni ed è uscito praticamente illeso da uno dei convogli deragliati nella serata di mercoledì 23 maggio a Caluso. Il giovane, nel video, parla della capotreno rimasta ferita.

Indagini a cura della polizia di Stato

Il personale della Polfer presente nei vari scali della provincia e quello appositamente formato per intervenire su incidenti ferroviari chiamato subito in servizio, ultimate le operazioni di bonifica volte a scongiurare la presenza di altre persone ferite a bordo del convoglio, ha preso in carico tutti gli aspetti investigativi, volti a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Sotto lo stretto coordinamento del Procuratore di Ivrea, nella notte sono stati avviati puntuali accertamenti tecnici che proseguiranno nei prossimi giorni senza soluzione di continuità, per cristallizzare le tragiche circostanze che hanno determinato l’impatto tra il treno regionale Torino-Ivrea 10027, che aveva da poco dopo lasciato la stazione di Chivasso diretto alla stazione di Ivrea,  contro un TIR che ingombrava parte del perimetro ferroviario, deragliando.

Ridefinita l’area da compartimentale e che rimarrà tale fino a cessate esigenze di polizia giudiziaria, la Polfer ha iniziato a scandagliare lo stato dei luoghi, ambito ferroviario e viabilità limitrofa, dei mezzi coinvolti, oltre al treno tutti i mezzi su gomma, dai TIR ai mezzi di supporto e scorta tecnica del trasporto eccezionale, avviato i riscontri sulle autorizzazioni, sentiti i testimoni in grado di riferire notizie e  particolari utili. La maggior parte dei feriti in codice giallo e verde sono stati dimessi dagli ospedali e saranno sentiti appena possibile.

Condizioni dei 4 feriti ricoverati al Cto

"Uno, purtroppo, è arrivato già in arresto nonostante i tentativi di rianimarlo durante il trasporto. Per lui non c’è stato nulla da fare. Gli altri tre stanno bene. Il più giovane (un passeggero) verrà dimesso in mattinata senza particolari lesioni. La più grave (la capotreno) è stata operata d’urgenza nella notte per stabilizzare la frattura al bacino. È ancora addormentata, ma si prevede buon decorso. L’altra donna (una passeggera) ha riportato una frattura alla gamba e verrà operata in mattinata". Così il dottor Maurizio Berardino, responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale Cto di Torino (video).

Video: esce dal Cto il superstite più giovane

Ripresa la circolazione ferroviaria tra Ivrea e Aosta

È ripresa alle 13.40 di giovedì 24 maggio la circolazione dei treni fra Ivrea e Aosta, sulla linea ferroviaria Chivasso – Aosta. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana hanno concluso la riparazione del guasto al sistema di gestione del traffico danneggiato dall’incidente di ieri sera. La circolazione ferroviaria rimane sospesa fra Chivasso e Ivrea.

Sono infatti in corso le operazioni di rimozione delle carrozze del treno Regionale 10027, deragliato dopo aver urtato un TIR con trasporto eccezionale fermo sui binari. Successivamente i tecnici di RFI inizieranno i lavori per riparare i danni ai binari e ripristinare le condizioni di sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria. La circolazione dei treni anche fra Chivasso e Ivrea riprenderà nella giornata di lunedì 28 maggio 2018. Per garantire la mobilità ancora attivo il servizio sostitutivo con autobus fra Ivrea e Chivasso.

Chiusa la statale 26 giovedì 24 maggio

Permane la chiusura della statale 26 “della Valle d’Aosta” a causa del sinistro che ha coinvolto un tir e il treno regionale 10027 partito dalla stazione di Porta Nuova e diretto a Ivrea.Il sinistro è avvenuto in corrispondenza del passaggio a livello in località Arè, al km 11,500 della strada statale, nel territorio comunale di Caluso, in provincia di Torino. 

Anas, società del Gruppo FS Italiane, fa sapere che per il traffico diretto ad Aosta la viabilità è temporaneamente deviata sulla provinciale 82 dalla rotonda di Pogliano, il traffico in direzione Torino è deviato invece sulla strada provinciale a Foglizzo tramite opportuna segnaletica in loco.

Per garantire gli spostamenti ai pendolari della linea Chivasso – Aosta, nella mattinata di giovedì 24 maggio Trenitalia garantirà ancora i collegamenti con autobus sostitutivi. La linea ferroviaria rimane interrotta per la rimozione delle carrozze del treno Regionale 10027 deragliate nell’incidente avvenuto nella serata di ieri, 23 maggio, fra le stazioni di Rodallo e Caluso.

Non si è fatto attendere, poi, il cordoglio di Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale piemontese:  

“Esprimo la mia vicinanza alle famiglie delle vittime e ai viaggiatori feriti nel grave incidente ferroviario di questa notte a Caluso. In attesa che vengano chiarite cause e responsabilità, quanto avvenuto è un ulteriore segnale dell’urgenza di mettere in sicurezza il trasporto regionale. Non si può morire per un malfunzionamento di un passaggio a livello. I passeggeri devono salire su un treno sapendo che la loro vita è in buone mani: tutti siamo pendolari per lavoro, tutti abbiamo persone amate che salgono su un treno. Viaggiare non può essere un rischio. La messa in sicurezza della rete del trasporto pubblico locale sia una priorità nell’agenda del nuovo governo”.

Prima ricostruzione della dinamica del sinistro

Il tir lituano, che stava effettuando un trasporto eccezionale, si muoveva a passo d'uomo con l'ausilio di tecnici a terra quando le sbarre del passaggio a livello si sono abbassate incastrando il cassone del mezzo (contenente un container) mentre la motrice era già oltre le sbarre. A quel punto è sopraggiunto il treno che ha centrato il tir ed è deragliato.

Sul luogo dell'incidente sono arrivati i mezzi di soccorso, tra cui ambulanze, vigili del fuoco, polizia ferroviaria - che procede nelle indagini del caso - carabinieri e protezione civile. 

Gli ospedali della zona e di Torino-Città della Salute hanno già avviato il piano di maxi emergenza per accogliere una ventina di feriti: dieci sono stati portati a Ivrea, altrettanti a Chivasso. Il bilancio è di due codici rossi (tra cui la capotreno) e un giallo al Cto, sette verdi a Chivasso, otto verdi a Ivrea, un giallo e due verdi al Giovanni Bosco, un giallo e un verde a Cirié.

Sul posto sono arrivati il procuratore generale di Ivrea, Giuseppe Ferrando, e il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, colonnello Emanuele De Santis.

Codacons: negli ultimi anni 189 morti ai passaggi a livello in Italia

“I passaggi a livello rappresentano un pericolo per la sicurezza ferroviaria e per la pubblica incolumità e vanno eliminati del tutto o sostituendoli con sottopassaggi o sopraelevate”. Lo afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi, intervenendo sullo scontro avvenuto nella notte tra un treno e un tir sulla linea ferroviaria Torino-Ivrea, all'altezza del comune di Caluso.

In base agli ultimi dati ufficiali disponibili, tra il 2005 e il 2016 si sono registrati in Italia quasi 200 incidenti gravi in corrispondenza dei passaggi a livello. Incidenti che hanno prodotto nello stesso periodo ben 189 vittime, una ecatombe inaccettabile e contro la quale non è stato fatto abbastanza. L’ultima relazione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria ci dice infatti che sulla rete RFI i passaggi a livello ancora attivi erano ben 4620 al 31.12.2016. Il loro numero è stato ridotto del 53% tra il 1990 e il 2016 (erano 9992) ma ancora non basta e tali attraversamenti continuano a provocare disastri e mietere vittime.

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