Gli concedono il permesso premio: detenuto non torna in carcere

In galera anche per omicidio

Il carcere delle Vallette

Omicidio, estorsione e associazione a delinquere di stampo mafioso. Per questi motivi, un 55enne stava scontando una pena fino al 2020 nel carcere "Lorusso e Cutugno" delle Vallette a Torino.

Nonostante la gravità della condanna, era riuscito a ottenere un permesso premio di quattro giorni per buona condotta. Secondo quanto trapela, si tratterebbe di un collaboratore di giustizia precedentemente legato all'organizzazione mafiosa pugliese della Sacra Corona Unita. Ma ad oggi non ha ancora fatto ritorno in carcere, rendendosi di fatto irreperibile. 

A denunciarlo è l'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del segretario generale, Leo Beneduci: 

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“Anche se in forma diversa l’episodio rappresenta l’ennesimo caso riguardante la pessima gestione del sistema penitenziario atteso tra l’altro che il danno che perviene dall’evento ha due sfaccettature: l’uno riguardante il danno alla sicurezza della collettività e l’altro più prettamente economico nei confronti dell’ erario per ciò che riguarda l’impiego delle unità delle Forze di Polizia tra cui la Polizia Penitenziaria, tra l’altro distolte da altri utili servizi, per le ricerche dell’evaso. Fermo restando che alla concessione di permessi ai detenuti concorrono vari pareri e che rispetto a tali pareri e ai relativi consensi andranno svolti gli urgenti accertamenti del caso, come organizzazione sindacale ribadiamo l’esigenza inderogabile della generale revisione delle modalità di esecuzione delle pene detentive nel nostro Paese, con particolare riferimento al ruolo della Polizia Penitenziaria i cui appartenenti sono pressoché gli unici a conoscere realmente la vita detentiva e i soggetti che vi espiano il proprio debito nei confronti della società civile”.

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