Rave party concluso dopo 4 giorni: oltre 700 persone denunciate

Una arrestata per resistenza a pubblico ufficiale

Tutti hanno lasciato la struttura: i carabinieri della compagnia di Venaria e del Battaglione di Moncalieri, con il supporto di finanzieri e vigili del fuoco, hanno scortato i ravers verso le auto, i camper, le moto usate per arrivare a Cirié. Foto di Patrizio Colucci (da Facebook)

Le casse e i subwoofer sono stati spenti. La musica, assordante, è cessata. Le bottiglie di birra, alcolici e vino sono state riposte in diversi punti della ex cartiera Reno De Medici a Cirié, dove dalla notte tra lunedì 30 e martedì 31 dicembre e fino a ieri mattina, venerdì 3 gennaio, è andato in scena un rave party, organizzato tramite i social e al quale hanno partecipato un migliaio di ragazzi, provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa. 

Attorno alle 9.30, gli ultimi irriducibili hanno lasciato la struttura - di proprietà privata - alle porte della città. Con i carabinieri della compagnia di Venaria e del Battaglione di Moncalieri, con il supporto di finanzieri e vigili del fuoco, a scortarli verso le auto, i camper, le moto usate per arrivare a Cirié per passare il Capodanno in modo alternativo a suon di musica e alcol a volontà. E non solo.

Oltre 700 i giovani, di ogni età, identificati dai carabinieri e ora denunciati per "invasione di terreni ed edifici privati”. Una persona è stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale, mentre venti sono state denunciate per uso e detenzione di droghe.

Questo mentre i vigili del fuoco intervenivano per spegnere qualche fuoco, acceso dai ragazzi per scaldarsi in queste notti fredde di fine e inizio anno.

Nel complesso, però, nonostante il frastuono, i ravers sono stati piuttosto puliti. Come raccontano i tanti residenti della zona, che hanno apprezzato il fatto che abbiano accatastato l’immondizia in più punti, senza creare delle discariche a cielo aperto.

All’interno, alla fine di quattro lunghi giorni, si sono trovate giacche, felpe, pantaloni, qualche residuo di droga. Stupefacente raccolto dai militari e che ora verrà analizzato, alla pari delle persone identificate, per capire se tra i ravers ci fossero degli spacciatori già noti alle forze dell’ordine.

Attorno alle 11, la carovana di mezzi - carabinieri, polizia locale, Croce Verde, vigili del fuoco - lasciano lo stabilimento di località Remondi. Proprio come nel 2013. Anno del precedente rave party: quella volta, però, i ravers furono ben 4mila.

“Fatti del genere non devono ripetersi"

A dichiararlo sono parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e il capogruppo di FdI in Regione Piemonte Maurizio Marrone, a seguito del sopralluogo di oggi sul luogo della festa abusiva che ha attirato a Ciriè migliaia di giovani. Insieme a loro anche Davide D'Agostino capogruppo di Fdi al Comune di Ciriè. "Presenteremo un'interrogazione al Ministro dell'Interno per segnalare il rave party tenutosi a Ciriè. Quello a cui abbiamo assistito è l'ennesimo episodio al di fuori della legalità, dove spaccio e cultura dello sballo si intersecano dando ai giovani il peggior esempio". 

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"Vedere andar via indisturbati i furgoni carichi della strumentazione utilizzata per il rave illegale è una scena che fa male - attacca Marrone -. È l'immagine di uno Stato che si arrende all'illegalità e alla prepotenza. Le casse e i mixer andavano sequestrati per impedire altri ritrovi del genere. Serviva uno schieramento di forze ben superiore. Ci attiveremo pertanto per far sì che la Regione Piemonte, attraverso la Prefettura, venga in aiuto degli agenti dei piccoli comuni e fornisca loro supporto in questi momenti di emergenza".  
 

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