Soffoca il fratello e prova a uccidere anche il padre: era incapace di intendere, assolta

"E' pericolosa per sé e gli altri"

I carabinieri sul lluogo dell'omicidio

E' stata assolta in quanto non imputabile perché incapace di intendere al momento del fatto e attualmente socialmente pericolosa per sé e per gli altri. Cristina Mattioda, 65 anni, lo scorso anno, l'11 novembre 2017, uccise il fratello Mauro di 60 anni soffocandolo nel sonno con un sacchetto nella casa in cui abitavano in frazione Spineto di Castellamonte.

Nella stessa occasione tentò di fare lo stesso col padre 92enne malato di Alzheimer, ma senza riuscirci perché lui si svegliò.

Oggi, venerdì 30 novembre 2018, il giudice Stefania Cugge del tribunale di Ivrea ha pronunciato la sentenza di assoluzione facendo propria la richiesta congiunta di accusa (pm Lea Lamonaca) e difesa (avvocato Franco Papotti).

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Nella sentenza, che chiude il processo avvenuto con rito abbreviato, il magistrato ha stabilito che la donna prosegua rigidamente nel suo percorso riabilitativo in strutture sanitarie idonee ad affrontare i suoi problemi psichiatrici (e poi eventualmente fuori).

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