Sospetto covid, aggredisce e picchia l'infermiere perché non fa entrare la moglie in stanza

Ora rischia una denuncia

L'ospedale di Cuorgné

Si è presentato, nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno 2020, al pronto soccorso di Cuorgné perché aveva i sintomi che potevano far sospettare il contagio da Coronavirus. 

Ma quell'uomo, pregiudicato residente in zona, non ha accettato il fatto che in quella stanza di isolamento, durante le visite del caso, non potessere rimanere con lui anche la moglie: le attuali procedure, infatti, non permettono l'ingresso a parenti o amici.

E, appena l'infermiere ha esortato la donna a uscire dalla stanza e a recarsi in sala d'attesa, ha inizato ad aggredirlo in modo violento, riportando diverse lesioni e una sospetta frattura allo zigomo. 

L'episodio sarebbe stato interamente filmato dalle telecamere di videosorveglianza presenti nel pronto soccorso. L'infermiere aggredito e malmenato è stato poi medicato dai colleghi del pronto soccorso. Ora il paziente rischia una denuncia. 

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“Condanniamo con fermezza l’atto di violenza nei confronti dell'infermiere del pronto soccorso che ha subito gravi lesioni al volto da parte di un utente che stava assistendo - dichiara Lorenzo Ardissone, direttore generale dell'Asl To4 -. Da parte nostra lavoriamo continuamente per fronteggiare il problema della violenza nei confronti dei nostri operatori, agendo su più fronti in modo sistematico. È comunque chiaro che tutto ciò che si può mettere in atto per fronteggiare il problema della violenza nei confronti degli operatori non può evitare che si manifestino singoli comportamenti violenti nei confronti degli operatori stessi, che, ribadisco con determinazione, non sono permessi né tollerati. Nella diffusione di questo messaggio è anche strategica l’alleanza con gli organi di informazione”.

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