Rimproverati perché senza mascherina, aggrediscono autista Gtt: caccia alla banda

Picchiato un altro uomo, alla fermata

Immagine di repertorio

E' caccia alla banda di ragazzi che ieri pomeriggio, mercoledì 24 giugno 2020, ha picchiato un autista Gtt della linea "5", la "Quassolo-Bienca", solamente perchè gli ha rimproverati di trovarsi a bordo senza mascherine.

L'aggressione - l'ennesima verso un autista del Gtt - è avvenuta attorno alle 17. Dopo averli richiamati, appena saliti a bordo, il conducente, arrivato a Porta Vercelli a Ivrea, ha arrestato la corsa per redarguirli nuovamente.

Ed è in questo preciso momento che è scattata l'aggressione. La banda - che faceva ritorno da lago Sirio - lo ha colpito in pieno volto e, non contenti, hanno anche picchiato un uomo che si trovava alla fermata ed è intervenuto in soccorso dell'autista.

I carabinieri della compagnia di Ivrea hanno già dato avvio alle indagini del caso, controllando ogni filmato delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona. 

Le due persone aggredite sono state poi soccorse dal personale sanitario 118 e trasportate in ospedale per le cure mediche del caso.

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Il sindacato Filt Cgil  ha nuovamente lanciato l'allarme: "Esprimiamo la nostra vicinanza all'autista aggredito e al cittadino che nel tentativo di difendere il collega è stato brutalmente pestato da un gruppo di facinorosi sulla linea 5 urbana di Ivrea. Nel definire come atto inqualificabile ciò che è avvenuto la Filt Cgil chiede risposte adeguate da parte di azienda e istituzioni. Non è accettabile che gli autisti dell'azienda pubblica, i passeggeri e i cittadini vengano fatti oggetto di aggressioni, ancorché queste avvengano nello svolgimento della propria mansione lavorativa. Purtroppo l'autista si ritrova da solo a dover far rispettare le norme che regolano il trasporto pubblico locale ed in particolare quelle legate all'emergenza covid 19 che prevede l'obbligo di utilizzo delle mascherine a bordo dei mezzi pubblici e il distanziamento sociale. Occorre che tutti si  impegnino perché il disagio sociale non sfoci in violenza in un contesto difficile che risente anche di un'inspiegabile riduzione di servizio che colpisce gli strati più deboli della popolazione". 

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