La ricorrenza: sessant'anni fa crollò la guglia della Mole

Il 23 maggio 1953 un violentissimo nubifragio provocò il crollo di 47 metri della guglia, allora interamente costruita in mattoni

“Il finimondo”. Così Carlo Scrigna, 87 anni, ricorda il temporale che scoppiò a Torino 23 23 maggio 1953. Una data tristemente nota per i torinesi: fu in quell’occasione che, nel corso di un furibondo temporale, la gluglia della Mole Antonelliana si spezzò, precipitando a terra.

Il signor Carlo ancora ricorda quei momenti concitati: le sue parole sono state raccolte dall’Ansa. Carlo Scrigna, una carriera nel corpo dei Vigili del Fuoco di Torino iniziata nel '44, serba bene nella memoria quegli attimi di paura: la tempesta che si abbattè sulla città fu di una violenza mai vista. "Quella notte la trascorsi a Stupinigi, per mettere in sicurezza il parco dagli alberi abbattuti", spiega Carlo. Il tornado ebbe effetti disastrosi: "Fu il finimondo. Sono sicuro che a Torino non c'é più stato un evento simile".

E Carlo ha effettivamente ragione. Il nubifragio si è verificato dopo una giornata di caldo assolutamente fuori norma: in quei giorni si toccarono i 35.8 gradi, tuttora il record storico per il mese di maggio in Piemonte. Alle 19.30 del 23 maggio, le raffiche di vento provocarono il distacco della guglia della Mole. Un boato spaventoso – ricordano molti torinesi anziani – che si udì per gran parte della città, allora molto meno vasta di oggi. Si erano staccati gli ultimi 47 metri della guglia, circa 400 tonnellate, che si schiantarono a terra senza, incredibilmente, colpire nessuno. Le macerie infatti precipitarono nel giardino della sede Rai.  "Andai a vedere di persona il giorno seguente - ricorda ancora Scrigna - anche se all'epoca la guglia era costruita in mattoni e quindi più fragile, fu davvero impressionante veder decapitato il simbolo di Torino".

La Mole venne lentamente ricostruita. Ma la sommità venne rinforzata e non fu più realizzata interamente in mattoni, perdendo il record di edificio in muratura più alto d'Europa.

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