Allergia ai gatti: cause, come convivere e possibili rimedi

Tutti gli accorgimenti da adottare

immagine di repertorio

Dotato di un aspetto regale, un po' altezzoso, attento alla propria igiene personale. Stiamo parlando del gatto, che è tanto amato nelle nostre case, quanto fiero della sua indipendenza.
Amatissimo da molte persone, almeno dal 5.300 a.C, periodo nel quale, in Cina, avvennero le prime forme di addomesticamento e di successiva millenaria convivenza tra uomo e gatto. Il gatto venne anche divinizzato, non dimenticamolo, dagli antichi Egizi, intorno al 2000 a.C.

Nel tempo, ha conservato un po' della sua naturale diffidenza ed indipendenza ma, da animale legato al territorio e non al branco, ha sempre visto l'essere umano come una madre sostitutiva, che gli procura cibo e gli garantisce protezione. In cambio, soprattutto quando è allevato da piccolo, ricambia con molto affetto. In particolare, facendo le fusa e allungando le zampe.

Gli amanti dei gatti amano moltissimo questi momenti fatti di giochi, coccole e carezze al morbido pelo del proprio animale.

'L'allergia al gatto': cause e sintomi

Genericamente la conosciamo come 'allergia al gatto'. Nella realtà si tratta di una risposta eccessiva del nostro corpo che avviene al contatto con il pelo o la saliva del gatto.
Quando queste sostanze vengono riconosciute erroneamente come pericolose, si scatena la risposta infiammatoria (e quindi l'allergia).

I sintomi provocati dall'allergia ai gatti provocano:

  • prurito e bruciore
  • starnuti
  • tosse insistente
  • rasch cutanei
  • lacrimazione agli occhi
  • raffreddori persistenti

Soffre per questa allegia il 14 per cento dei bambini e dei ragazzi dai 6 ai 19 anni ed il 3 per cento della popolazione nazionale.  

Le cause di questa, spesso improvvisa, manifestazione dell'allergia, non sono ancora chiare. Quando arriva un nuovo gatto, si è visto un aumento del rischio di crisi asmetiche, a causa dell'aumento dell'allergene nell'ambiente. 

Persino dopo anni di convivenza con il gatto, basta allontanarsi da casa per diversi giorni per portare a non tollerare più la presenza del Fel D1.

Allergia ai gatti: come convivere

Il Fel D1 non può essere filtrato e la sua capacità di legarsi con particelle più piccole permette a questo allergene di rimanere nell'aria per lunghi periodi di tempo. E' bene ricordare che un allergene è una sostanza solitamente innocua per la maggior parte delle persone, ma che in alcuni individui, detti i soggetti atopici, è in grado di produrre manifestazioni allergiche di varia natura.

Diventa quindi fondamentale rivolgersi a degli specialisti ed effettuare dei test specifici volti ad individuare la terapia adeguata. Questa, a seconda dell'intensità della reazione allergica potrà essere a base di farmaci, solitamente antistaminici o corticosteroidi.
Un altro tipo di terapia è quella ipo-sensibilizzante. La AIT (immunoterapia allergene-specifica), affiancata all'assunzione di farmaci, induce una reale tolleranza immunologica al FelD1 e riduce al minimo il rischio che si aggravi la sintomatologia, soprattutto quella respiratoria.

Allergia ai gatti: quali accorgimenti adottare

  • Chi soffre di allergia non deve mai effettuare la toeletta dell'animale
  • Il gatto non deve mai entrare nella camera da letto (soprattutto in quella dei bambini)
  • La pulizia della superficie di casa deve essere effettuata con un panno umido. 
  • Bisogna rimuovere spesso i peli persi dall'animale tramite l'aspirapolvere
  • L'animale responsabile della sensibilizzazione deve essere tenuto il più possibile fuori casa

Una curiosità: il gatto siberiano tende a produrre la metà degli allergeni rispetto agli altri gatti.  

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