Pericolo pidocchi, le mosse giuste per eliminarli ed i falsi miti

Come affrontare l'infestazione

immagine di repertorio

Compiti, gite e lezioni. Ma anche raffreddori, assenze, influenze. La vita dei genitori dei giovani alunni torinesi non si può certo definire tranquilla. Ed i pidocchi sono una delle preoccupazioni maggiori anche perchè sono capaci di diffondersi rapidamente, indipendentemente dall'ambiente e dall'igiene personale.

I pidocchi: cosa sono

I pidocchi sono parassiti minuscoli di colore bianco-grigiastro. Le loro vittime principali sono i bambini che frequentano la scuola dell'obbligo, in particolare dai 3 agli 11 anni di età e le loro famiglie. Vi ricordiamo e sottolineiamo che è importante consultare il pediatra per farsi prescrivere il prodotto più indicato al singolo caso. 

Questi parassiti si nutrono pungendo il cuio capelluto, il corpo o il pube. Sulle parti del corpo colpite depositano un liquido, che è la causa di un intenso prurito.

Dato che non possono vivere a lungo lontani dall'ospite, li caratterizza il fatto di vivere quasi esclusivamente sul corpo, nel nostro caso il corpo umano.

I pidocchi dei nostri animali domestici, ad esempio, non rappresentano una fonte di trasmissione per l'uomo. Nello stesso modo, i pidocchi umani non possono essere trasmessi agli animali.

C'è la credenza che i pidocchi 'saltino' da una testa all'altra. In realtà il contagio avviene tra persona e persona, sia per contatto diretto, che attraverso lo scambio di effetti personali. In particolare di:

  •  cappelli
  •  asciugamani
  •  lenzuola
  •  cuscini
  •  pettini
  •  spazzole
  •  fermagli
  •  sciarpe

Come si riconosce un'infestazione da pidocchi: la pediculosi

L'infestazione da pidocchi, pediculosi, presenta principalmente due sintomi: arrossamento cutaneo, soprattutto nella zona delle orecchie e sulla nuca, e prurito al cuio cappelluto.

I medici sono in grado di prescrivere il trattamento più idoneo, consigliando il prodotto più adatto tra i tanti disponibili in vendita contro la pediculosi. In particolare,ne esistono sotto forma di creme, mousse, gel,shampi, polveri.

I prodotti contro la pediculosi non possono essere usati a scopo preventivo. Questa pratica, infatti,  non è solamente inutile al fine di un'immunità ai pidocchi, ma anche dannosa. Decisamente più corretta, invece, la pratica di mettere in atto una sorveglianza accurata con ispezioni settimanali, in particolare sulla nuca e dietro le orecchie, anche quando il bambino non ha sintomi, per individuare precocemente il problema. Ricordiamo che i pidocchi adulti sopravvivono solo sulla testa umana, dove trovano nutrimento, mentre nell’ambiente sopravvivono un paio di giorni (e al freddo anche meno). Le uova invece sopravvivono oltre le due settimane, e se non eliminate possono facilmente riavviare l’infestazione.

Pidocchi: come affrontare l'infestazione e eliminarli

Seguite attentamente le indicazioni del prodotto scelto per il trattamento e riuscirete ad eliminare l'infestazione da pidocchi. Ecco tutti i passaggi:

  • Iniziate ispezionando con il massimo scrupolo il cuio capelluto in un ambiente ben illuminato. Potete aiutarvi con un pettine a denti fitti e con una lente di ingrandimento in modo da individuare pidocchi e uova (lendini). Fate attenzione: queste sono tonde e bianche e possono essere confuse con la forfora. A differenza di quest'ultima, però, non si staccano dal capello quando lo si fa scorrere tra le dita. Sono, infatti, attaccate ad esso da una sostanza davvero adesiva.
  • Accertata la presenza di pidocchi e uova, dovrete procedere applicando un prodotto antiparassitario specifico su tutto il cuio capelluto e sui capelli. Risultano efficaci prodotti a base di piretroidi sintetici (permetrina, fenotrina, deltametrina e sumitrina). 
  • Dopo il trattamento arriva il momento della rimozione delle uova che si effettua pettinando accuratamente i capelli, ciocca per ciocca, partendo dalla radice del capello. E' consigliato l'uso di un pettine in acciaio a denti molto fitti. Per facilitare l'eliminazione delle uova, potete bagnare il pettine o meglio ancora tutta la capigliatura con una soluzione composta al 50% da acqua e aceto, che è davvero efficace per diminuire l'adesione delle uova al capello.
  • Dovete eliminare ogni rischio di una possibile re-infestazione. Per questo bisogna lavare e disinfettare abiti, capelli e lenzuola (consigliato un lavaggio a 90°). Se sospettate che l'infestazione possa essersi estesa anche ad oggetti che non possono essere lavati, conservateli per 2 settimane in sacchetti di plastica chiusi e sigillati.
  • Ripetete il trattamento, a seconda dello specifico prodotto utilizzato, dopo 2,7,8 o 10 giorni. Le istruzioni vanno sempre seguite scrupolosamente, facendo particolare attenzione al tempo di posa ed alle modalità di risciacquo.

Pidocchi: i falsi miti

  • Prodotti naturali come l’aceto, la maionese e altri rimedi popolari non sono efficaci nel debellare la pediculosi; l’aceto è utile solo per staccare più facilmente le uova dai capelli.
  • Il trattamento è necessario solo se esiste una reale infestazione, e non esistono prodotti preventivi.
  • In caso di infestazione da pidocchi non è necessario tagliare i capelli.
  • Il pidocchio non 'salta' da una testa all'altra: questi parassiti non possono sposarsi autonomamente, e per il contagio è necessario il contatto diretto fra capelli oppure il contatto con biancheria e/o effetti personali contaminati.
  • Il pidocchio non è indice di scarsa igiene: in realtà, vengono attaccati più facilmente i capelli lavati eccessivamente, soprattutto se sottili e chiari, mentre sembra che i capelli unti rendano più difficoltoso l’attecchimento delle uova.

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