I laghi di Caselette sono popolati dalle rare testuggini palustri

Una specie in estinzione anche a causa dell'inquinamento

Si pensava fosse estinta o comunque rarissima invece, la testuggine palustre autoctona Emys orbicularis è presente in numerosi esemplari nella zona del monte Musiné e dei Laghi di Caselette. Specie protetta dalla Direttiva Habitat dell'Unione Europea, la testuggine, secondo i monitoraggi della Città Metropolitana, ha trovato il suo ambiente ideale proprio qui. La specie infatti, un tempo abbondante in molte aree umide, ha subìto un forte declino a causa di molteplici fattori: la distruzione degli habitat elettivi, l’inquinamento delle acque, l’introduzione di specie alloctone (tartarughe americane del genere Trachemys) e il prelievo indiscriminato da parte dell’uomo. 

La minaccia dell'uomo

Mentre nel passato veniva cacciata dall'uomo per scopi alimentari, oggi è principalmente minacciata dalla progressiva scomparsa del suo habitat naturale, dovuta al prosciugamento delle zone umide e alla regimazione dei corsi d'acqua. Risente, come tutto l'ecosistema acquatico, del progressivo inquinamento delle acque, in particolare dell'immissione negli ambienti acquatici di sostanze tossiche come gli insetticidi, i diserbanti e altri principi attivi ad azione biocida. La soppressione della vegetazione effettuata con mezzi meccanici ferisce gli esemplari adulti e ne distrugge i nidi.

Emys_orbicularis_Laghi_Caselette_1-2

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Grande valore ambientale del sito

“La popolazione di Caselette sembra essere la più numerosa e la più vitale del Piemonte (esistono pochi altri esemplari nel Vercellese e ai Laghi di Avigliana, ndr), perché sono stati trovati anche individui giovani di uno e due anni. - sottolinea Barbara Azzarà, consigliera metropolitana delegata all’ambiente, ai parchi e alle aree protette, alla tutela della fauna e della flora - Il fatto che un’area protetta così vicina a Torino ospiti una specie divenuta rara e bisognosa di protezione, testimonia la validità della politica di protezione della biodiversità impostata negli scorsi decenni e portata avanti dalla Regione, dalla Città Metropolitana di Torino e dalle Province. Le azioni degli Enti locali stanno andando di pari passo con una presa di coscienza dei cittadini, molti dei quali utilizzano parte del loro tempo libero per attività di tutela delle nostre aree protette”.

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