Un 2018 positivo per il turismo: gli alberghi torinesi sfruttano l'effetto Ronaldo

Tutti i dati sono in crescita

Si è chiuso bene il 2018, secondo i dati dell'Osservatorio, per gli albergatori cittadini. Ad oggi l’Osservatorio, avviato nel 2010, raccoglie le informazioni di una quarantina di strutture, per un totale di 3.800 camere d’albergo, sulle 10.400 disponibili in città. Analizzando i dati del campione dell’Osservatorio alberghiero, nel 2018 risultano essere state vendute 934.205 camere, 11.757 in più (+1,3%) rispetto al 2017. In crescita dell’1,9% il tasso di occupazione, che raggiunge il 68%, a fronte del 66% del 2017. Tutti gli indicatori risultano essere dunque in crescita:  il prezzo di vendita delle camere (+1,2%), i ricavi (+3,1%) e il valore della reputazione sul web (82/100, era 81 nel 2017), in linea con le principali mete turistiche italiane ed europee.

L'importanza dei grandi eventi 

Il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Ilotte ha sottolineato l'importanza, per il settore alberghiero e turistico, della presenza in città di grandi eventi: "I dati di chiusura dell’anno sono positivi e in crescita - ha spiegato - anche grazie a importanti appuntamenti che hanno richiamato sul territorio non solo turisti e famiglie, ma anche congressisti e viaggiatori business. Per questo la Camera di commercio continuerà a lavorare, insieme a tutte le istituzioni locali, per realizzare un calendario sempre più fitto di eventi e di iniziative di richiamo: perché la Torino turistica cresce, ma c’è spazio per crescere ancora”. 

Solo per dare l'idea dell'influenza positiva dei grandi eventi sui dati relativi all'occupazione delle camere, nel 2018, la settimana del Salone Internazionale del Libro (9-14 maggio) ha portato a numeri in aumento del 9,3% rispetto alla media del mese. Senza contare che gli alberghi torinesi hanno potuto beneficiare, e continuano a farlo, dell'effetto Ronaldo. 

Le "compressions nights" 

E sempre a questo proposito, un dato interessante si riferisce all’analisi delle cosiddette “compression nights”, che si verificano quando in città ci sono eventi importanti. Si tratta di quelle notti di grande domanda, in cui l’occupazione alberghiera supera il 90%. E molto spesso succede anche in giorni infrasettimanali  proprio quando ci sono le partite della Juve. In questi casi il singolo hotel può modificare opportunamente la tariffa di vendita per massimizzare i profitti o anche approfittare dell’occasione per offrire qualcosa in più alla sua clientela (omaggi, benefit, campagne di co-marketing), sapendo che l’affluenza di pubblico sarà garantita.

Analizzando gli ultimi 3 anni, si nota che queste notti, con occupazione superiore al 90%, a Torino sono cresciute del 23% in 3 anni, valore che sale al 56% se si analizzano i soli giorni infrasettimanali. Ma cosa avviene a livello tariffario? Quando il tasso di occupazione si aggira sotto il 70%, il prezzo di una camera è in media pari a 79 euro. Sale a 88 euro tra il 70 e l’80% di occupazione, mentre sopra il 90% la tariffa sale, ma comunque non eccessivamente: siamo sui 105 euro medi a camera.

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