Coronavirus Piemonte, oltre 10mila guariti e 10mila persone in isolamento domiciliare: il bollettino

151 nuovi contagi, 29.209 persone finora risultate positive al coronavirus. Oggi registrati 33 morti

Immagine di repertorio

La situazione dei contagi in Piemonte rivela oggi 151 nuovi contagi rispetto a ieri portando il totale a 29.209 persone finora risultate positive al coronvavirus. Diminuiscono rispetto a ieri i ricoverati in terapia intensiva (6 in meno) e i ricoverati non in terapia intensiva che sono 1.775 (83 in meno rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 10.000. I tamponi diagnostici finora processati sono 232.682 di cui 128.729 risultati negativi.
 
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 10.595 (+655 rispetto a ieri). Altri 3.229 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

Invece, sono 33 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 7 al momento registrati nella giornata di oggi (il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di Crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid). Il totale è ora di 3.493 deceduti risultati positivi al virus di cui 1.564 della provincia di Torino.

I grafici allegati mostrano una curva generale dell'andamento dell'epidemia in lenta, ma progressiva discesa 

andamento coronavirus Piemonte 14 maggio 2020 (2)-2andamento coronavirus Piemonte 14 maggio 2020 (4)-2andamento coronavirus Piemonte 14 maggio 2020 (3)-2andamento coronavirus Piemonte 14 maggio 2020 (1)-2

Icardi: “Il Governo faccia chiarezza sulla gestione dei test sierologici”

La Commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, una nota a firma del coordinatore nazionale e assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, con la quale si ritiene necessario che “sia individuata a livello centrale una strategia nazionale, attraverso un provvedimento normativo che identifichi modalità operative e le priorità per gestire in maniera integrata gli strumenti di analisi sierologica e molecolare (tamponi)”. Preso atto della circolare ministeriale, condivisa nel merito, secondo cui solo il tampone ha una validità diagnostica, le Regioni fanno presente che il ricorso esponenziale della popolazione ai test sierologici, anche per iniziativa di numerosi sindaci che li stanno promuovendo come strumento di screening epidemiologico di massa, genera incertezza interpretativa e rischia di aumentare a dismisura la richiesta di tamponi, invocati per fare chiarezza sulla diagnosi. In particolare, le Regioni palesano il rischio concreto che la richiesta di tamponi in esito positivo al test sierologico di massa “possa impedire di effettuare tempestivamente i tamponi necessari (e la cui effettuazione è obbligatoria per legge) a contrastare l’infezione da Coronavirus Covid19”. “È chiara la difficoltà in Italia ad assicurare i tamponi a tutti - osserva il coordinatore Icardi -. Nessuna Regione sarebbe al momento in grado di garantire questo esame a chiunque lo richieda come strumento di validazione degli esiti sierologici. Occorre che a livello nazionale sia fatta al più presto chiarezza, stabilendo linee guida che valgano per tutti, in tutte le situazioni”.

Salizzoni: “Fondamentale aumentare i tamponi ‘effettivi’ e ottimizzare l’impiego di quelli disponibili"

“Che vi siano pazienti sottoposti a numerosi tamponi per accertarne la negativizzazione non mi stupisce e pone interrogativi su come, dall’inizio dell’emergenza, si sia gestito l’impiego dei tamponi nella nostra Regione. Credo che l’assessore alla Sanità Luigi Icardi debba fornire chiarimenti approfonditi ed esaustivi sulle modalità di utilizzo dei tamponi, sul numero (e sulle cause) dei tamponi andati persi, sui tempi di analisi e di refertazione”. Lo dichiara il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro Salizzoni, che sull’argomento ha presentato un Question time in Consiglio regionale e che propone tamponi selettivi e specifici.

“Nella settimana dal 15 al 22 aprile, il Piemonte ha effettuato 35.900 tamponi. Di questi, si stima che i tamponi effettivamente refertati per attività di diagnostica, di tracciamento contatti e prevenzione su categorie a rischio (incluse le RSA) siano stati 22.100 (il 62% del totale), mentre 13.800 (il 38%) sono stati utilizzati per certificare guarigioni o, addirittura, sono andati perduti. Nella settimana successiva, i tamponi effettuati sono aumentati, arrivando a 38.500 unità. Tuttavia, quelli ‘effettivi’ sono diminuiti sia in numero sia in percentuale - vale a dire 20.600 tamponi pari al 53% del totale - e quelli refertati per accertare guarigioni o andati perduti sono arrivati a 18.000 (il 47%)”.
“I notevoli ritardi nell’analisi dei tamponi e l’elevato numero dei tamponi andati persi rappresentano fatti gravi, che hanno compromesso l’efficacia dell’attività di tracciamento – spiega Mauro Salizzoni – eppure solo un tracciamento efficace ci permetterebbe di capire le reali dimensioni del contagio, il numero dei soggetti positivi liberi di muoversi, e ridurre l’ospedalizzazione dei pazienti. Per questo è fondamentale aumentare i tamponi ‘effettivi’ e ottimizzare l’impiego di quelli disponibili”.

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“Più tamponi, non generalizzati ma selettivi, concentrandoci sulla ricerca dei nuovi contagiati e dei positivi asintomatici, evitando di dare solo priorità alle stesse persone per certificarne la negativizzazione – aggiunge il vice presidente Consiglio Regionale del Piemonte -. Inoltre, tamponi specifici ovvero a determinate categorie di lavoratori, quelli maggiormente a contatto con il pubblico”.
 
 
 

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